Puntata 11 – Le certificazioni

Come vi avevo anticipato nella scorsa puntata, l’intervista con Simona Trerè si è rivelata più ricca del previsto. Ci siamo lasciate parlando di certificazioni, di come siano uno strumento oggettivo per difenderci dalla pubblicità ingannevole. Vi lascio alla seconda parte dell’intervista in cui approfondiamo l’argomento

Per approfondire la puntata
Oeko tex
mobius loop logo
Punto verde
Articolo di Simona su La Stampa:l’energia certificata
La campagna #semprepiùgreen


Altri esempi sulle certificazioni?

Per quanto riguarda le certificazioni ambientali c’è Oeko Tex, per l’abbigliamento che non rilascia sostanze tossiche c’è tutto un tema che meriterebbe una puntata a sè sul fashion. Permette di capire quali abiti non rilasciano sostanze tossiche. Questo non vuol dire che quelli che non ce l’hanno rilasciano sicuramente sostanze tossiche, è un valore in più. Un’altro marchio è il marchio europeo per l’agricoltura biologica,anche questo famosissimo. Indica i prodotti che rispettano i criteri del biologico, quindi che  non ci dev’essere utilizzo di pesticidi, no OGM… oppure ad esempio per certi prodotti indica anche una maggiore tutela delle condizioni degli animali. Parlando delle uova biologiche, quelle bio devono necessariamente rispettare dei criteri anche di spazio delle galline che devono poter scorrazzare libere  durante la giornata.

Altri esempi di certificazioni ambientali?

Le etichette ambientali sono più facilI da trovare. Altre facili da trovare sono le  autodichiarazioni ambientali e riportano alcune informazioni ambientali del prodotto, sul quale viene apposto il marchio. Prevedono che vengano rispettati i contenuti dell’informazione che viene dato il consumatore. Anche qui le dichiarazioni devono poi essere verificabili. Si tratta di due marchi che tutti conosciamo: il Moebius loop e il punto verde. Indicano che un materiale è riciclabile, e un numerino indica che tipo di materiale è.

Descritte non ci dicono niente, non sappiamo che come si chiamano in realtà sono conosciutissime. Ci danno quindi indicazioni su come riciclare il materiale?

Sì, facciamo l’esempio delle bottiglie di plastica. Sul fondo ci sono queste frecce e All’interno c’è un numero questo che indica non solo che la plastica è riciclabile, ma anche la tipologia di plastica.Al consumatore per lo smaltimento della plastica serve meno perché non c’è questa distinzione nella raccolta, però è utile in fase di acquisto. E’ risaputo che il numero 7 a livello alimentare è meglio evitarla.

Questa è un’indicazione molto importante: a volte mi capita di avere dei contenitori di plastica alimentare (non so Penso Piatti bicchieri…) e c’è sempre il dubbio se si possono riciclare. Questo simbolo quindi mi dà indicazione che effettivamente si possono riciclare?

sì, la normativa è molto restrittiva perchè prevede di riciclare solo gli imballaggi. I giocattoli, ad esempio, non si possono riciclare. Le stoviglie monouso sono entrate in un secondo momento. Parlando sempre di certificazioni conosciute da tutti, le etichette che si trovano sugli elettrodomestici che riportano le classi il consumo energetico.
Oppure, sempre per rimanere in tema di energia, i marchi di energia verde invece sono un po’ meno conosciuti. Indicano che Il prodotto è stato realizzato utilizzando energia verde. L’energia Verde è energia elettrica rinnovabili e garantite dalle garanzie di origine rilasciate dal GSE, il gestore servizi energetici. Si certifica la provenienza da fonti rinnovabili. Qui vale la pena approfondire l’argomento perchè a certificazione può essere ingannevole perchè non tutte le fonti rinnovabili si possono considerare ecologiche. Tra le rinnovabili è prevista la combustione dell’olio di palma, che è causa di deforestazione nei paesi del Sud est asiatico e in Sudamerica. Incide quindi sui cambiamenti climatici le foreste sono i polmoni del nostro pianeta. Mi chiedo se si possa considerare davvero Green. Io direi di no.

Anche perché la produzione di  olio di palma ha un processo molto lungo, al contrario l’uso che se ne fa è molto limitato, si impiega in un tempo rapidissimo quindi non è non è sostenibile nel lungo periodo.

No, non è sostenibile e poi bisogna considerare l’aspetto sociale delle popolazioni che vengono coinvolte nella deforestazione. Sia a livello etico che ambientale l’olio di palma è un bel problema. Però esiste energia verde di energia verde: ci sono delle aziende energetiche che evitano quella non ecologica, escludono a priori queste fonti. In linea generale scegliere energia verde per la propria abitazione soprattutto perché non puoi installare ad esempio degli impianti (fotovoltaico, minieolico eccetera…) può essere un incentivo a favorire il mercato delle rinnovabili nonostante questi piccoli darkside.

Comunque secondo me ci sta anche sapere i limiti. Probabilmente alle volte non c’è una soluzione ottima. Possiamo decidere di vivere in una caverna Senza luce acqua e gas però fondamentalmente magari non ci dà soddisfazione. Dobbiamo cercare un compromesso nella nostra quotidianità .

Sì. Personalmente io non lo troverei molto utile ai fini ambientali perché tanto il mondo va in un’altra direzione, il progresso per me è fatto anche da scoperte che aiutano ad avere una tecnologia tale che possa sicuramente aiutare l’ambiente.
Siamo in una fase di transizione energetica, per cui le fonti fossili devono essere eliminate Anche perché non sono rinnovabili. Bisogna trovare delle soluzioni transitorie e fare delle scelte di acquisto, su quello che attualmente il mercato offre.

C’è un approccio sano per rapportarmi alle certificazioni?

Imparare a conoscere i prodotti che non hanno le certificazioni, capire cosa c’è dentro un prodotto,come un prodotto viene realizzato.Controllare sempre la lista degli ingredienti serve a capire cosa davvero c’è dentro un prodotto anche in assenza di certificazione. C sono due tipi di approcci gli approcci: quello che decidono di fare le aziende ( valutare il loro business plan, cosa vogliono per stare sul mercato, se fare questo investimento o no perché attira di più…) che riguarda invece i consumatori. Non bisogna neanche impazzire o fissarsi su certe cose. Scegliere un prodotto con le certificazioni aiuta, ma anche scegliere un prodotto a chilometro zero è una cosa importante. La certificazione da sola non rende un acquisto perfetto.

Photo by Priscilla Du Preez on Unsplash


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Una risposta a “Puntata 11 – Le certificazioni”

  1. […] il lavoro e quando sono troppi si possono riciclare nella raccolta differenziata. Come dicevo nella puntata 11 con Simona Trerè, i materiali che si possono riciclare sono solo i materiali da imballaggio., quindi perchè non […]

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